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“Neutrini più veloci della luce” C’era anomalia negli strumenti

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Clamorosi risultati di uno studio del Cern e dell’Infn guidato da un fisico italiano: particelle sparate da Ginevra al Gran Sasso hanno infranto il muro considerato invalicabile dalla fisica. Margherita Hack: “Sarebbe una rivoluzione”
Albert Einstein durante una lezione nel 1934
ROMA – I risultati, se confermati, possono rimettere in discussione le regole della fisica cristallizzate dalle teorie di Albert Einstein, secondo le quali niente nell’universo può superare la velocità della luce. Un gruppo di ricercatori del Cern e dell’Infn guidato dall’italiano Antonio Ereditato ha registrato che i neutrini possono viaggiare oltre quel limite. Le particelle hanno coperto i 730 chilometri che separano i laboratori di Ginevra da quelli del Gran Sasso a una velocità più alta di quella della luce.

Il muro è stato infranto di appena 60 nanosecondi. Eppure, il risultato è talmente destabilizzante che il team di ricerca ha atteso ben tre anni di misurazioni per sottoporlo all’attenzione della comunità scientifica. “Abbiamo passato sei mesi a rifare i calcoli”, racconta Dario Autiero, responsabile dell’analisi delle misurazioni. Per giustificare la discrepanza sono stati presi in considerazione persino la deriva dei continenti e gli effetti del terremoto dell’Aquila del 2009. “Siamo abbastanza sicuri dei nostri risultati”, spiega Ereditato, “ma vogliamo che altri colleghi possano verificarli e confermarli”.

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Ciao ciao, Dropbox in arrivo Google Drive

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Ciao ciao, Dropbox. È stato bello finché è durato, ma se le indiscrezioni del Wall Street Journal, secondo cui Google si appresterebbe a lanciare un

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Ciao ciao, Dropbox in arrivo Google Drive

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Ciao ciao, Dropbox. È stato bello finché è durato, ma se le indiscrezioni del Wall Street Journal, secondo cui Google si appresterebbe a lanciare un suo servizio di archiviazione di dati online, Drive, analogo a quello proposto da Dropbox fossero confermate, per quest’ultima si annunciano tempi difficili.

La Grande G arriva tardi, fondata nel 2007, la startup rivale ha ormai 45 milioni di utenti e con quattro miliardi di dollari di valutazione, non può ormai definirsi né giovane, né piccola. Resta però sempre un mollusco in confronto all’altra. Il servizio di Google dovrebbe chiamarsi Drive, più o meno lo stesso nome con cui era stato battezzato un esperimento di storage sulla “nuvola”, voluto alcuni orsono dal fondatore e attuale Ceo Larry Page. G Drive, così si chiamava il servizio, doveva partire nel 2007, ma non fu mai lanciato.

Un errore, col senno di poi, vista l’importanza assunta in questi anni dal cloud computing e dai servizi di immagazzinamento di materiali di vario tipo (documenti, musica, filmati), con un giro d’affari, secondo dati Gartner, di 830 milioni di dollari lo scorso anno e 1,2 miliardi di dollari stimati per il 2012.

Un settore dominato non solo da Dropbox, ma anche da altri attori come Box.net e iCloud di Apple. Anche Microsoft offre un prodotto simile, Sky Drive, integrato anche con Hotmail. Google però potrebbe colmare presto il ritardo, grazie soprattutto alla connessione razione con altri suoi servizi come Apps, Gmail, Docs e Picasa e ai prezzi, presumibilmente inferiori a quelli dei concorrenti.

Già oggi, Docs, Gmail e Picasa danno la possibilità di acquistare dello spazio di archiviazione aggiuntivo, al costo di cinque dollari all’anno per 20 gigabyte di spazio extra, e venti dollari annuali per ottanta giga. Per gli utenti Dropbox, invece, i primi due gigabyte di storage sono gratis, ma se si vuole qualcosa di più, bisogna pagare un canone mensile che varia fra i dieci (per 50 gb) e i venti dollari (se i gb sono 80).

Fonte: lastampa.it

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Con l’iPad Apple sorpassa Hp

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15,4 milioni di tablet e 37,4 milioni di iPhone venduti in tre mesi: Cupertino guida il mercato dell’informatica post-pc
Non scriviamo più la parola record, lasciamo che sia un comunicato stampa a riportarla. Apple ha presentato ieri i risultati finanziari del primo trimestre 2012 e tutti i settori sono ancora in crescita, eccezion fatta per la vendita di iPod, a dimostrazione che il mercato dei riproduttori multimediali è saturo e c’è spazio ormai solo per apparecchi dalle funzionalità avanzate come l’iPod Touch.

Eccellenti i risultati dell’iPhone, con il nuovo 4S che ha venduto benissimo (ma nei 37,4 milioni di unità conteggiate vanno inseriti pure l’iPhone 4 e il 3Gs, ancora in catalogo). Nella breve conversazione con gli investitori seguita alla presentazione del rendiconto, il Ceo di Apple Tim Cook ha fornito qualche cifra non inclusa nel comunicato: sono 85 milioni gli iscritti al servizio iCloud (“E’ una strategia per i prossimi dieci anni, non un prodotto”, ha dichiarato), mentre l’hobby dell’Apple Tv si è tradotto in 1,4 milioni di esemplari venduti.
Leggi l’articolo completo fonte: Lastampa.it

 

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Samsung Galaxy Note: il “phablet” supera il test

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Questa fine 2011 è davvero piena di tanta, tanta “robbbabuona” per noi appassionati maniaci di smartphone e tablet. Ad esempio sto provando il nuovo Razr di Motorola e l’impressione è davvero ottima. E c’è il Galaxy Nexus nella letterina (anticipata) per Gesù Bambino.
Ma l’oggetto che forse ha fatto più parlare di sé è il Galaxy Note dell’onnipresente Samsung. Un ibrido che va a occupare una terra di mezzo tra smartphone e tablet (c’è chi già li chiama “phablet”) con un formato del display da 5.3 pollici quasi inedito (già visto sul poco fortunato Dell Streak da 5 pollici).

Inizialmente la mossa dei coreani ci aveva lasciati perplessi. Ma dopo alcune settimane di uso continuativo del Note siamo rimasti deliziati dal device. Come l’iPad ha dimostrato a suo tempo, il segreto-non-così-segreto è nelle dimensioni del display. Uno schermo cambia l’esperienza d’uso, anche se il sistema operativo resta lo stesso. Così come l’iPad non è un iPod Touch gigante, così questo Note non è solo un “telefonone”. E non parliamo della pennina che dà il nome al terminale, su cui ci dilungheremo un poco oltre (e nel video), della cui esistenza mi sono ben presto dimenticato…

Leggi l’articolo completo Fonte digital.it

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la grandezza della Mela in immagini

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Apple è la prima azienda al mondo per maggior valore di mercato delle azioni. Questo però non rende l’idea di ciò che realmente è oggi il colosso di Cupertino. Per questo motivo Visual.ly ha pubblicato qualche giorno fa un’infografica intitolata “What’s Smaller Than Apple?“, che semplifica il concetto di grande azienda, riferito a Apple, mostrando in maniera concreta quanto sia effettivamente grande rispetto ad altre aziende.

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